08/10/2026
Siamo alle porte di uno dei più grandi cambiamenti tributari della storia del Paese. La Riforma Tributaria promette semplificazione e razionalizzazione. Il problema è che il 2027 si avvicina e davanti a noi c’è ancora una pericolosa nebbia.
Restano regolamentazioni in sospeso, definizioni operative ancora in fase di elaborazione, sistemi in fase di adeguamento e dubbi rilevanti su come determinate operazioni funzioneranno nella pratica. Per un cambiamento che riguarderà praticamente tutte le imprese brasiliane, questo dovrebbe far scattare un segnale d’allarme.
La Riforma Tributaria non si realizza soltanto nella Costituzione e nelle leggi. Deve funzionare nei sistemi aziendali, nell’ERP, nelle anagrafiche dei prodotti, nel calcolo delle imposte e, soprattutto, nell’emissione delle fatture.
E se, a gennaio, una parte delle imprese semplicemente non fosse in grado di emettere correttamente le fatture?
La questione va oltre il Diritto Tributario. Senza una fattura, un’impresa potrebbe non riuscire a vendere. Se non vende, non fattura. Se non fattura, non incassa. Senza liquidità, iniziano le difficoltà nel pagare fornitori, finanziamenti, stipendi e le proprie imposte.
Il problema si estende lungo tutta la filiera. Chi non vende non compra nemmeno. L’industria riduce la produzione, il commercio perde merci, le aziende di trasporto smettono di trasportare e i fornitori smettono di ricevere i pagamenti.
Nemmeno il Governo è protetto da questo meccanismo. Il gettito fiscale nasce dall’attività economica. Se le imprese non fatturano e il denaro smette di circolare, anche le entrate pubbliche ne risentono. E anche lo Stato ha le proprie spese: sanità, istruzione, sicurezza, programmi sociali, fornitori e dipendenti pubblici.
Per questo, la domanda corretta non è soltanto se la Riforma Tributaria entrerà in vigore nella data prevista. La domanda è un’altra: il Brasile è operativamente pronto ad affrontarla?
Una riforma di questa portata deve essere testata con regole conosciute, sistemi stabili e imprese effettivamente preparate. Testare mentre norme e procedure sono ancora in fase di definizione significa, nella pratica, fare test in produzione.
Rinviare alcune fasi o ricalibrare il cronoprogramma, se necessario, non significa essere contrari alla Riforma. Può significare, al contrario, proteggerla e proteggere l’economia brasiliana.
A gennaio, non basta che la legge stabilisca che il nuovo sistema è entrato in vigore. La fattura deve essere emessa. La merce deve circolare. L’impresa deve vendere. Gli stipendi devono essere pagati. E le imposte devono essere riscosse.
Di fronte alla nebbia, rallentare non significa tornare indietro.
È responsabilità.
Leandro José Caon,